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WebGIS

Sviluppo e implementazione del WebGIS a cura di Roberto Maria Rossi, Università di Padova.

Mappe dei quantili di precipitazione estrema sull’Italia per durate di 1 ora e giornaliere, ottenute mediante diversi approcci statistici e dataset di precipitazione.

Per la durata di 1 ora, i quantili di precipitazione estrema (mm/h) sono stimati utilizzando la distribuzione Generalizzata dei Valori Estremi (GEV) (Von Mises, 1936) e l’approccio SMEV (Marra et al., 2019; 2020). I risultati sono ottenuti a partire da tre dataset satellitari (CMORPH, IMERG, GSMAP) e da un dataset di rianalisi (ERA5) e successivamente corretti utilizzando il dataset nazionale di pluviometri raccolto nell’ambito del progetto INTENSE, seguendo il metodo proposto da Marra et al., 2022 (senza considerare la dipendenza dei bias dall’elevazione). I quantili estremi sono stimati per quattro diversi tempi di ritorno (10, 50, 100 e 200 anni). L’analisi copre il periodo 2001–2024.

Per la durata giornaliera, i quantili di precipitazione estrema (mm/giorno) sono stimati mediante tre diversi approcci: i) la distribuzione Generalizzata dei Valori Estremi (GEV) (Von Mises, 1936); ii) la distribuzione metastatistica dei valori estremi (MEVD – scala nativa) (Zorzetto e Marani, 2016); iii) la distribuzione metastatistica dei valori estremi (MEVD – scala puntuale) (Zorzetto e Marani, 2018), applicando un metodo di downscaling spaziale alle statistiche dei valori estremi, basato sulla teoria dei campi aleatori. I risultati derivano dal dataset di precipitazione da telerilevamento IMERG e dal prodotto di rianalisi ERA5. Per gli approcci GEV e MEVD a scala nativa, i dataset sono analizzati alle rispettive risoluzioni spaziali originali (10, 25, 10, 10, 5 e 25 km), mentre i risultati dell’approccio MEVD a scala puntuale sono rappresentati alla scala puntuale. I quantili estremi sono stimati per quattro diversi tempi di ritorno (10, 50, 100 e 200 anni). L’analisi copre il periodo gennaio 2002 – dicembre 2023.

SRT (1, 3, 6, 12, 24 ore):Mappe di pioggia cumulata al suolo (SRT - Surface Rainfall Total) a intervalli di 1, 3, 6, 12 e 24 ore per l’evento del 30 settembre 2022, osservato dal mini-radar meteorologico in banda X installato a Poggio San Francesco (Palermo), corretto mediante rimozione del ground-clutter residuo, correzione dell’attenuazione del segnale e integrazione con le misure a terra della rete pluviografica gestita dal gruppo HYCLIC del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo. 

Mappe delle soglie critiche di contenuto idrico, espresse in termini di Umidità Critica del Suolo (Critical Soil Moisture, CSM) e di Indice Critico di Saturazione (Critical Wetness Index, CWI), valutate alle profondità di 0,75, 1,00, 1,50 e 2,00 m. Il CSM rappresenta condizioni di suolo non saturo, mentre il CWI si riferisce a condizioni controllate dalla falda freatica.

Mappe del fattore di variazione della frequenza di innesco degli scivolamenti superficiali indotta dagli scenari di cambiamento climatico RCP4.5 e RCP8.5 (Representative Concentration Pathways) per l’orizzonte temporale 2050. Le mappe quantificano la variazione dell’occorrenza stimata degli scivolamenti superficiali rispetto allo scenario climatico attuale.

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